Bicchiere mezzo pieno,
bicchiere mezzo vuoto
Atalanta – Milan 1 – 1
La partita disputata dai rossoneri al New Balance Arena di Bergamo può essere considerato in due modi: ognuno di essi opposto all’altro. Il Milan che affronta i nerazzurri bergamaschi è stato sia il Dottor Jekyll che Mister Hyde. Proviamo ad analizzare questa sorta di fenomeno Doppelgänger.
Nonostante il gol iniziale siglato da Samuele Ricci al 4° minuto di gioco, i rossoneri sono stati presi a pallonate dal fischio d’inizio dell’arbitro Daniele Doveri fino al triplice finale. La squadra di Ivan Jurić ha giocato contro il Milan come se fosse stato un derby che decide la vittoria dello scudetto. I rossoneri, quando l’avevano, sembravano giocassero a palla prigioniera mentre i loro omologhi continuavano a macinare calcio come se fosse una partita tra scapoli e cornuti con i secondi che sanno benissimo che il loro attuale stato è determinato proprio dai primi. Il Milan è anche stato sfortunato perché questa prestazione bergamasca è coincisa col ritorno stabile tra i titolari del cosiddetto “caso di calciomercato dell’estate 2025” ovvero quel Ademola Olajade Lookman, attaccante inglese naturalizzato nigeriano, che tanto aveva fatto sognare i tifosi di un’altra formazione nerazzurra lombarda. Le statistiche finali della partita sono state impietose. Il duello tra le due formazioni è stato nettamente vinto dalla formazione di casa per ben 17 tiri totali verso la porta avversaria contro i soli 7 degli ospiti. Nonostante questa netta supremazia la precisione balistica di entrambe le formazioni ha lasciato a desiderare con l’Atalanta che ha centrato i pali della porta difesa da Mike Maignan solo 4 volte contro i due del Milan. Non era praticamente mai accaduto che i rossoneri fossero battuti in questa speciale classifica. È accaduto alla nona giornata. Si dirà che il Milan gioca meglio quando viene attaccata dagli avversari e può sfruttare la sua arma migliore: il contropiede. Ecco. Appunto. Contro la Dea i ragazzi sarebbero dovuti andare a nozze e gelare la schiena dei tifosi bergamaschi più di questa notte di fine ottobre 2025. E invece è accaduto il contrario con i bianchi (la divisa rossonera fa proprio così schifo ai piani alti?) che dalla la sosta delle Nazionali sembra non sappiano più che pesci pigliare. Un capitolo a parte lo fa l’attacco meneghino. Nel primo tempo le due punte (si fa per dire) sono state Santiago Gimenez e Rafael Leão mentre la coppia che ha chiuso la partita al triplice fischio dell’arbitro era composta da Ruben Loftus-Cheek e Christopher Alan Nkunku (i lettori non ridano, è proprio così). Forse qualcosa cambierà ma comincio ad avere la tremenda sensazione che il francese sia semplicemente una versione 2.0 di Samuel Chimerenka Chukwueze e, mi auguro ovviamente il contrario, l’ennesimo “pacco” rifilatoci dal Chelsea (che Christian Pulisic a parte non è che ci sia stato molto “amico” in sede di calcio mercato ultimamente). Dulcis in fundo, l’occasione più ghiotta della serata capita nel secondo tempo quando un tiro a giro di Davide Zappacosta scalda i guantoni di Mike Maignan, prossimo a uscire non dall’area di porta ma dal Milan forse con destinazione Premier League a Parametro Zero. I bergamaschi venivano da tre partite in una settimana (il 22 ottobre contro lo Slavia Praha, il 25 con la Cremonese e il 28 con i rossoneri che nel frattempo discutono della trasferta col Como in Australia).
Poi, c’è il bicchiere mezzo pieno.
Premessa: ricordiamoci da dove siamo partiti. Il Milan della scorsa stagione ha fatto ridere persino quelli che avevano una paresi facciale classificandosi infine all’ottavo posto. La difesa rossonera colava il brodo meglio di tutti gli equivalenti che si vendono quotidianamente su Temu. Dunque, analizziamo la partita con cognizione di causa. Negli ultimi cinque confronti tra bergamaschi e meneghini, la Dea ha capitalizzato quattro vittorie e un pareggio, vincendo sempre in casa e due volte su tre in trasferta. La partita di questo fine ottobre potrebbe essere una sorta di spartiacque col recente infruttuoso passato. Ricordo che il Milan dell’ex-Coach Pioli fece tesoro di un 5 a 0 subito proprio a Bergamo per risalire la china e vincere successivamente lo scudetto. Nonostante le assenze pesanti, la diga milanista ha retto concedendo solamente 4 tiri verso la porta difesa da Mike Maignan ai nerazzurri bergamaschi. La striscia positiva di risultati utili consecutivi continua e il portierone rossonero, nonostante le voci di mercato, continua a difendere al meglio l’incolumità della sua rete. A discapito di una campagna acquisti fatta più ascoltando MoneyBall che Massimiliano Allegri, la formazione che scende in campo continua a muovere la classifica e acquisire esperienza (con i giovani) e a sopperire alle mancanze croniche nella visione mercantilista del CEO, il Cavalier Furlans, che non prevede alcun rinforzo in attacco degno di questo nome a meno che non sia in saldo. Anzi, nemmeno così visto e considerato che in estate era stato messo sotto contratto tale Kevin Boniface poi rispedito velocemente al mittente perché non avrebbe superato positivamente le visite mediche. A tal proposito il Milan potrebbe persino giocare con due calciatori in meno o con due magazzinieri in vece dei titolari che tanto il resto della squadra farebbe comunque il suo. Infatti, anche a Bergamo ad andare in gol è stato un centrocampista (felice come una Pasqua per aver realizzato la sua prima rete da quando veste questa maglia, dai colori ballerini…). In panchina, a differenza dello scorso anno, siede un Signor Allenatore che è in grado di comprendere quali sono i problemi da risolvere per portare acqua al mulino rossonero senza farsi travolgere dalla pressione mediatica di una piazza da troppo tempo contenuta nella mediocrità dai suoi Dirigenti e Proprietari. Anzi, nonostante esiste una evidente dicotomia tra gli obiettivi del Mister e quelli delle Proprietà i tifosi del Milan possono gioire perché la loro squadra è a 9 giornate dall’inizio del campionato a ridosso di quel quarto posto che è l’obiettivo minimo da raggiungere. Come ci insegna il buon Max “prima vediamo come saremo messi in primavera e poi decideremo quali obiettivi saremo in grado di cogliere”. Non è la rete di Lookman che deve turbare i sonni dell’équipe rossonera quanto più le 5 subite tra Cremonese, Fiorentina e Pisa. L’assenza di un fromboliere tuttocampista come Adrien Rabiot si fa sentire ma la distanza dalla vetta è ridotta a soli 3 punti. A questo punto della stagione e quando gli impegni di coppa per le grandi non si fanno ancora troppo dispendiosi è comunque un risultato di tutto rispetto. Luka Modrić, a dispetto di quaranta primavere, è ancora in grado di guidare il centrocampo rossonero e se il buongiorno si vede dal mattino il futuro a breve non potrà che essere positivo. Davide Bartesaghi sta crescendo e domani è un altro giorno. Un’altra sfida ci attende. Il bicchiere è mezzo pieno. Prossima tappa: la Roma. A San Siro.
Buona Vita e Buon Campionato rossonero a tutti.
Nonostante il gol iniziale siglato da Samuele Ricci al 4° minuto di gioco, i rossoneri sono stati presi a pallonate dal fischio d’inizio dell’arbitro Daniele Doveri fino al triplice finale. La squadra di Ivan Jurić ha giocato contro il Milan come se fosse stato un derby che decide la vittoria dello scudetto. I rossoneri, quando l’avevano, sembravano giocassero a palla prigioniera mentre i loro omologhi continuavano a macinare calcio come se fosse una partita tra scapoli e cornuti con i secondi che sanno benissimo che il loro attuale stato è determinato proprio dai primi. Il Milan è anche stato sfortunato perché questa prestazione bergamasca è coincisa col ritorno stabile tra i titolari del cosiddetto “caso di calciomercato dell’estate 2025” ovvero quel Ademola Olajade Lookman, attaccante inglese naturalizzato nigeriano, che tanto aveva fatto sognare i tifosi di un’altra formazione nerazzurra lombarda. Le statistiche finali della partita sono state impietose. Il duello tra le due formazioni è stato nettamente vinto dalla formazione di casa per ben 17 tiri totali verso la porta avversaria contro i soli 7 degli ospiti. Nonostante questa netta supremazia la precisione balistica di entrambe le formazioni ha lasciato a desiderare con l’Atalanta che ha centrato i pali della porta difesa da Mike Maignan solo 4 volte contro i due del Milan. Non era praticamente mai accaduto che i rossoneri fossero battuti in questa speciale classifica. È accaduto alla nona giornata. Si dirà che il Milan gioca meglio quando viene attaccata dagli avversari e può sfruttare la sua arma migliore: il contropiede. Ecco. Appunto. Contro la Dea i ragazzi sarebbero dovuti andare a nozze e gelare la schiena dei tifosi bergamaschi più di questa notte di fine ottobre 2025. E invece è accaduto il contrario con i bianchi (la divisa rossonera fa proprio così schifo ai piani alti?) che dalla la sosta delle Nazionali sembra non sappiano più che pesci pigliare. Un capitolo a parte lo fa l’attacco meneghino. Nel primo tempo le due punte (si fa per dire) sono state Santiago Gimenez e Rafael Leão mentre la coppia che ha chiuso la partita al triplice fischio dell’arbitro era composta da Ruben Loftus-Cheek e Christopher Alan Nkunku (i lettori non ridano, è proprio così). Forse qualcosa cambierà ma comincio ad avere la tremenda sensazione che il francese sia semplicemente una versione 2.0 di Samuel Chimerenka Chukwueze e, mi auguro ovviamente il contrario, l’ennesimo “pacco” rifilatoci dal Chelsea (che Christian Pulisic a parte non è che ci sia stato molto “amico” in sede di calcio mercato ultimamente). Dulcis in fundo, l’occasione più ghiotta della serata capita nel secondo tempo quando un tiro a giro di Davide Zappacosta scalda i guantoni di Mike Maignan, prossimo a uscire non dall’area di porta ma dal Milan forse con destinazione Premier League a Parametro Zero. I bergamaschi venivano da tre partite in una settimana (il 22 ottobre contro lo Slavia Praha, il 25 con la Cremonese e il 28 con i rossoneri che nel frattempo discutono della trasferta col Como in Australia).
Poi, c’è il bicchiere mezzo pieno.
Premessa: ricordiamoci da dove siamo partiti. Il Milan della scorsa stagione ha fatto ridere persino quelli che avevano una paresi facciale classificandosi infine all’ottavo posto. La difesa rossonera colava il brodo meglio di tutti gli equivalenti che si vendono quotidianamente su Temu. Dunque, analizziamo la partita con cognizione di causa. Negli ultimi cinque confronti tra bergamaschi e meneghini, la Dea ha capitalizzato quattro vittorie e un pareggio, vincendo sempre in casa e due volte su tre in trasferta. La partita di questo fine ottobre potrebbe essere una sorta di spartiacque col recente infruttuoso passato. Ricordo che il Milan dell’ex-Coach Pioli fece tesoro di un 5 a 0 subito proprio a Bergamo per risalire la china e vincere successivamente lo scudetto. Nonostante le assenze pesanti, la diga milanista ha retto concedendo solamente 4 tiri verso la porta difesa da Mike Maignan ai nerazzurri bergamaschi. La striscia positiva di risultati utili consecutivi continua e il portierone rossonero, nonostante le voci di mercato, continua a difendere al meglio l’incolumità della sua rete. A discapito di una campagna acquisti fatta più ascoltando MoneyBall che Massimiliano Allegri, la formazione che scende in campo continua a muovere la classifica e acquisire esperienza (con i giovani) e a sopperire alle mancanze croniche nella visione mercantilista del CEO, il Cavalier Furlans, che non prevede alcun rinforzo in attacco degno di questo nome a meno che non sia in saldo. Anzi, nemmeno così visto e considerato che in estate era stato messo sotto contratto tale Kevin Boniface poi rispedito velocemente al mittente perché non avrebbe superato positivamente le visite mediche. A tal proposito il Milan potrebbe persino giocare con due calciatori in meno o con due magazzinieri in vece dei titolari che tanto il resto della squadra farebbe comunque il suo. Infatti, anche a Bergamo ad andare in gol è stato un centrocampista (felice come una Pasqua per aver realizzato la sua prima rete da quando veste questa maglia, dai colori ballerini…). In panchina, a differenza dello scorso anno, siede un Signor Allenatore che è in grado di comprendere quali sono i problemi da risolvere per portare acqua al mulino rossonero senza farsi travolgere dalla pressione mediatica di una piazza da troppo tempo contenuta nella mediocrità dai suoi Dirigenti e Proprietari. Anzi, nonostante esiste una evidente dicotomia tra gli obiettivi del Mister e quelli delle Proprietà i tifosi del Milan possono gioire perché la loro squadra è a 9 giornate dall’inizio del campionato a ridosso di quel quarto posto che è l’obiettivo minimo da raggiungere. Come ci insegna il buon Max “prima vediamo come saremo messi in primavera e poi decideremo quali obiettivi saremo in grado di cogliere”. Non è la rete di Lookman che deve turbare i sonni dell’équipe rossonera quanto più le 5 subite tra Cremonese, Fiorentina e Pisa. L’assenza di un fromboliere tuttocampista come Adrien Rabiot si fa sentire ma la distanza dalla vetta è ridotta a soli 3 punti. A questo punto della stagione e quando gli impegni di coppa per le grandi non si fanno ancora troppo dispendiosi è comunque un risultato di tutto rispetto. Luka Modrić, a dispetto di quaranta primavere, è ancora in grado di guidare il centrocampo rossonero e se il buongiorno si vede dal mattino il futuro a breve non potrà che essere positivo. Davide Bartesaghi sta crescendo e domani è un altro giorno. Un’altra sfida ci attende. Il bicchiere è mezzo pieno. Prossima tappa: la Roma. A San Siro.
Buona Vita e Buon Campionato rossonero a tutti.