Due civette a Comò
Como – Milan 1 – 3
“Che facevano l’amore con la figlia del dottore”… No. No. Categoricamente no. Forse, un po’, sì. Mi sono immaginato se due anziane civettuole fossero state presenti al Sinigaglia per vedere il recupero di Como Milan, in mezzo a tanti uomini di varia età, esagitati e calorosi nel tifo, tanto da vincere, anche se per brevi momenti, questo freddo, freddissimo inverno che bussa alle porte di chi è stato convinto che il Climate Change porterà un caldo infernale nel pianetà Terra. Intendiamoci, il Diavolo apprezza sia il caldo che l’Inferno e la partita col Como lo dimostra ampiamente. Torniamo però alle due civettuole sedute una accanto all’altra. Immaginiamo che, costrette magari dai loro mariti agé si vedano condividere la visione di questi matti che vagano per il campo alla ricerca del pallone e che urlano di felicità quando uno di loro lo indirizza dentro una rete a sacco. Le chiameremo Brunilde e Maristella.
Brunilde: In questo primo tempo ti sei accorta se i calciatori in rosso e nero sono scesi in campo? Mi sembra di vedere solo quelli con la maglietta blu…
Maristella: Ho avuto la stessa sensazione, sai, cara Brunilde. Mi sembra di assistere a una partita tra scapoli e ammogliati contro una squadra professionista.
Brunilde: Il Como ha alzato tanto il ritmo di gioco. Reggerà sino alla fine?
Maristella: E chi lo sa. Il punto è, mia cara, quanti gol segnerà prima del giusto calo fisico.
Brunilde: Ma sei sicura che calerà fisicamente il Como e non sia già calato il Milan?
Maristella: È una bella domanda. Te ne faccio un’altra, mia cara. Chi è quel ragazzo che sembra parare qualunque tiro venga indirizzato nella porta rossonera?
Brunilde. Aspetta che chiedo al marito… Si chiama Maignan. Dice che ci sono buone probabilità che queste siano le sue ultime partite al Milan. La trattativa per il rinnovo del contratto si è arenata su delle Commissioni.
Maristella: E che cosa sono ‘ste Commissioni?
Brunilde: Aspetta che chiedo all’essere inutile che ho di fianco… dice che ogni calciatore ha un Procuratore che sceglie per curare i suoi affari e che dovrebbe pagare lui, per Legge, ma che non volendo farlo si inventa che bisogna pagargli ‘sta commissione per averlo convinto a firmare.
Maristella: Cioè, fammi capire. Il Procuratore prende dei soldi per convincere il suo assistito che lo ha assunto per curare i suoi interessi a firmare per la Società di appartenenza?
Brunilde: Più o meno è così.
Maristella: Cioè viene pagato dalla Società per fare gli interessi della stessa mentre sta curando quelli del suo assistito?
Brunilde: Esatto.
Maristella: Il calcio è proprio uno sport da matti per bambinoni scemi che lo stanno a guardare. No caro marito mio. Non mi stavo rivolgendo a te ma all’arbitro. Guarda un po’, non è sicuro se il fallo commesso sul numero 12 rossonero sia rigore. Lo avrebbe capito anche un cieco. Non trovi, caro?
Brunilde: Come si chiama il rigorista?
Maristella: Aspetta che chiedo. Non ho capito. Il bambinone qui di fianco mi ha detto qualcosa come Cuccù. Non mi chiedere di più. Non mi sono nemmeno accorta che era in campo.
Brunilde: L’altro bambinone dice che si trattiene perché i rumor di mercato lo danno in partenza per la Turchia.
Maristella: Va in vacanza?
Brunilde: No. Quelle le ha fatte a Milano. Pare che cambi squadra. Se ho capito bene si chiama Le Erbacce o qualcosa di simile.
Maristella: Guarda. Ha segnato di nuovo il Milan. È stato il numero 12. Deve avere qualche conto in sospeso col Como.
Brunilde: Hai notato che i ragazzi vestiti di blu hanno tirato troppo la carretta e ora arrancano. I rossoneri hanno camminato fino a adesso e si ritrovano in vantaggio. Il calcio è uno sport strano. Troppo strano. Chi gioca meglio perde. Chi non gioca vince. Sembra una allegoria della vita.
Maristella: Non mi fare la filosofa proprio adesso. Guarda. Il dodici con la coda di cavallo ha segnato ancora. Il Milan e i due mariti torneranno a casa contenti.
Brunilde: Pensi che si potrà continuare così fino a fine campionato, cara Maristella?
Maristella: Sì, il Milan vincerà sicuramente lo scudetto. Bisogna solo impedire alle squadre avversarie di scendere in campo (grassa risata).
Brunilde: Vergognati. (Ridacchiando anche lei) Vedrai che ‘sti americani faranno qualcosa.
Maristella: Il marito qui di fianco dice che è impossibile. Se il Milan vince gli americani non hanno ragione di spendere. Se perde non hanno i soldi per farlo. Gli unici americani buoni sono i pop-corn. Quelli del Milan, poi, sono più tirchi dell’Avaro di Molière. Da’ una gomitata a tuo marito. La partita è finita. Di’ che si spicci a portarci all’automobile. Sono stufa di aver preso tanto freddo. Non vedo l’ora di tornare a casa. Almeno i termosifoni lì sono caldi. Non abitiamo mica in Groenlandia.
Le due civettuole se ne vanno coi mariti e i tifosi rossoneri portano a casa tre punti. I problemi strutturali restano tutti lì perché nessuno ha interesse a correggerli. Come diceva qualcuno: “Errare è umano ma perseverare è diabolico” e il Diavolo non si smentisce. Mai.
Buona Vita e Buon Campionato rossonero (non americano) a tutti.
Brunilde: In questo primo tempo ti sei accorta se i calciatori in rosso e nero sono scesi in campo? Mi sembra di vedere solo quelli con la maglietta blu…
Maristella: Ho avuto la stessa sensazione, sai, cara Brunilde. Mi sembra di assistere a una partita tra scapoli e ammogliati contro una squadra professionista.
Brunilde: Il Como ha alzato tanto il ritmo di gioco. Reggerà sino alla fine?
Maristella: E chi lo sa. Il punto è, mia cara, quanti gol segnerà prima del giusto calo fisico.
Brunilde: Ma sei sicura che calerà fisicamente il Como e non sia già calato il Milan?
Maristella: È una bella domanda. Te ne faccio un’altra, mia cara. Chi è quel ragazzo che sembra parare qualunque tiro venga indirizzato nella porta rossonera?
Brunilde. Aspetta che chiedo al marito… Si chiama Maignan. Dice che ci sono buone probabilità che queste siano le sue ultime partite al Milan. La trattativa per il rinnovo del contratto si è arenata su delle Commissioni.
Maristella: E che cosa sono ‘ste Commissioni?
Brunilde: Aspetta che chiedo all’essere inutile che ho di fianco… dice che ogni calciatore ha un Procuratore che sceglie per curare i suoi affari e che dovrebbe pagare lui, per Legge, ma che non volendo farlo si inventa che bisogna pagargli ‘sta commissione per averlo convinto a firmare.
Maristella: Cioè, fammi capire. Il Procuratore prende dei soldi per convincere il suo assistito che lo ha assunto per curare i suoi interessi a firmare per la Società di appartenenza?
Brunilde: Più o meno è così.
Maristella: Cioè viene pagato dalla Società per fare gli interessi della stessa mentre sta curando quelli del suo assistito?
Brunilde: Esatto.
Maristella: Il calcio è proprio uno sport da matti per bambinoni scemi che lo stanno a guardare. No caro marito mio. Non mi stavo rivolgendo a te ma all’arbitro. Guarda un po’, non è sicuro se il fallo commesso sul numero 12 rossonero sia rigore. Lo avrebbe capito anche un cieco. Non trovi, caro?
Brunilde: Come si chiama il rigorista?
Maristella: Aspetta che chiedo. Non ho capito. Il bambinone qui di fianco mi ha detto qualcosa come Cuccù. Non mi chiedere di più. Non mi sono nemmeno accorta che era in campo.
Brunilde: L’altro bambinone dice che si trattiene perché i rumor di mercato lo danno in partenza per la Turchia.
Maristella: Va in vacanza?
Brunilde: No. Quelle le ha fatte a Milano. Pare che cambi squadra. Se ho capito bene si chiama Le Erbacce o qualcosa di simile.
Maristella: Guarda. Ha segnato di nuovo il Milan. È stato il numero 12. Deve avere qualche conto in sospeso col Como.
Brunilde: Hai notato che i ragazzi vestiti di blu hanno tirato troppo la carretta e ora arrancano. I rossoneri hanno camminato fino a adesso e si ritrovano in vantaggio. Il calcio è uno sport strano. Troppo strano. Chi gioca meglio perde. Chi non gioca vince. Sembra una allegoria della vita.
Maristella: Non mi fare la filosofa proprio adesso. Guarda. Il dodici con la coda di cavallo ha segnato ancora. Il Milan e i due mariti torneranno a casa contenti.
Brunilde: Pensi che si potrà continuare così fino a fine campionato, cara Maristella?
Maristella: Sì, il Milan vincerà sicuramente lo scudetto. Bisogna solo impedire alle squadre avversarie di scendere in campo (grassa risata).
Brunilde: Vergognati. (Ridacchiando anche lei) Vedrai che ‘sti americani faranno qualcosa.
Maristella: Il marito qui di fianco dice che è impossibile. Se il Milan vince gli americani non hanno ragione di spendere. Se perde non hanno i soldi per farlo. Gli unici americani buoni sono i pop-corn. Quelli del Milan, poi, sono più tirchi dell’Avaro di Molière. Da’ una gomitata a tuo marito. La partita è finita. Di’ che si spicci a portarci all’automobile. Sono stufa di aver preso tanto freddo. Non vedo l’ora di tornare a casa. Almeno i termosifoni lì sono caldi. Non abitiamo mica in Groenlandia.
Le due civettuole se ne vanno coi mariti e i tifosi rossoneri portano a casa tre punti. I problemi strutturali restano tutti lì perché nessuno ha interesse a correggerli. Come diceva qualcuno: “Errare è umano ma perseverare è diabolico” e il Diavolo non si smentisce. Mai.
Buona Vita e Buon Campionato rossonero (non americano) a tutti.