Niente di nuovo sul fronte arbitrale
Cremonese – Milan 0 – 2
Un articolo serio di cronaca sportiva sulla partita disputata dal Milan in quel di Cremona, allo Stadio Giovanni Zini il 1° marzo 2026, non può prescindere dal cammino attuale della squadra allenata da D. Nicola: sconfitta dalla Roma, dall’Atalanta, dall’Inter, dalla Juventus, dal Napoli, dalla Fiorentina, dal Torino, dal Sassuolo e pareggiato con il Genoa, il Verona, il Cagliari, la Lazio, nelle ultime dodici partite. Il Milan vince per due reti a zero ma giunte nel finale, la prima all’89°, quindi nei tempi regolamentari, non come affermato da tifosi avversari e bot sui social. I rossoneri hanno fatto fatica e rischiato qualcosa di troppo sia nel primo che nel secondo tempo, senza contare che in avanti sono state sciupate occasioni che gridano vendetta.
Massimiliano Allegri schiera i suoi solo apparentemente col solito modulo 3-5-2 che in fase offensiva si trasformava in un 4-3-3 più spregiudicato di quanto mai fatto fino a ora. Al centro del campo, in cabina di regia, dietro e davanti, a dir la verità, in ogni zona del campo, è stato piazzato un “giovane” quarantenne di nome Luka Modric. Al suo fianco, il Tecnico livornese ha piazzato due mastini incarogniti come Adrien Rabiot (a sinistra) e Youssouf Fofana (a destra), quest’ultimo in odore di cessione a fine stagione. Su questo punto c’è da dire che il giovane brasiliano che è candidato alla sua successione appare già compassato, tutt’altro che un velocista e con quell’amore per la palla fra i piedi che fatico a vedere con un grande futuro in un calcio europeo fatto di uno, due tocchi e rapidissimi. Potrei sbagliarmi, anzi, è quasi sicuro che sarà così, del resto quanti cosiddetti “colpi” ha sbagliato negli ultimi anni il Direttore Tecnico del Milan, Geoffrey Moncada? Retorica, dolce retorica…
La difesa si è consolidata sull’ex Genoa Kone De Winter, l’inglese Fikayo Tomori e il serbo Strahinja Pavlović. Alle loro spalle, si piazza un attento francese Mike Maignan. Il quarto difensore e centrocampista aggiunto, è il “solito”, inappuntabile, Davide Bartesaghi, tanto bistrattato per esser stato travolto da Troilo nel gol partita del confronto precedente contro il Parma. A destra, invece, agisce da terza punta o centrocampista e difensore aggiunto il belga Alexis Saelemaekers. Al centro dell’attacco, il portoghese Rafael Leão. Alla sua sinistra agisce l’americano Christian Pulisic. Al netto di mastodontici gol mangiati dal portoghese e da Capitan America, i rossoneri arrivano all’ultimo minuto prima di poter depositare nel sacco la prima palla. La seconda è stata ordinaria amministrazione e, con il massimo rispetto, lo avrebbe segnato persino mia moglie. Due reti a zero. Partita conclusa. Tutti a casa a pensare agli avversari nella camminata verso la qualificazione alla prossima Champions League. Manca tuttavia un capitolo a questa storia. L’ennesimo…
Anche in questo confronto l’AIA ha dato il suo importante contributo. L’arbitro Massa, hai detto, ha sbagliato tutto quello che era possibile sbagliare… contro il Milan. Non ho idea di che cosa abbiano detto i nostri validi Dirigenti nella telefonata alla Associazione Italiana Arbitri ma devono aver trovato le stesse parole diplomatiche utilizzate da The Donald con l’Iran per scongiurare l’inizio di un conflitto mondiale. Da quella benedetta comunicazione ufficiale, comunicata anche a mezzo stampa, l’AIA ha cominciato ad arrampicarsi sui vetri come un puliscivetri munito di ventose all’ultimo degli 829 metri del Burj Khalifa a Dubai. Sarà per i missili iraniani che hanno colpito obiettivi militari lì vicino ma nonostante le ventose e l’incessante lavorìo degli addetti alle pubbliche relazioni i vetri sono sembrati sporchi… molto sporchi. Come si suol dire, non c’è niente di nuovo sul fronte arbitrale. Le regole del calcio italiota sembrano piegarsi a interessi di parte come e peggio di quelle di Diritto Internazionale per scongiurare l’uso delle armi. Viviamo tempi, per così dire… difficili, in cui la ragione viene accantonata in nome dei poteri forti. «Non è meraviglia se in un tempo pazzo i pazzi pruovon bene». Non c’è da meravigliarsi se in un momento di follia i pazzi danno buona prova di sé. (Niccolò Machiavelli, Lettera a Francesco Guicciardini, 5 novembre 1526). Durerà, continuerà, finché la ragione arriverà con una ramazza e farà piazza pulita di chi ha conquistato posizioni di classifica non col merito ma con… altro. Bisogna solo attendere che ciò che è nascosto sotto il tappeto divenga così visibile che è impossibile da nascondere. In quel momento conterà moltissimo essersi piazzati con merito al secondo posto. È corretto?
Buona Vita e Buon Campionato rossonero (non americano) a tutti.
Massimiliano Allegri schiera i suoi solo apparentemente col solito modulo 3-5-2 che in fase offensiva si trasformava in un 4-3-3 più spregiudicato di quanto mai fatto fino a ora. Al centro del campo, in cabina di regia, dietro e davanti, a dir la verità, in ogni zona del campo, è stato piazzato un “giovane” quarantenne di nome Luka Modric. Al suo fianco, il Tecnico livornese ha piazzato due mastini incarogniti come Adrien Rabiot (a sinistra) e Youssouf Fofana (a destra), quest’ultimo in odore di cessione a fine stagione. Su questo punto c’è da dire che il giovane brasiliano che è candidato alla sua successione appare già compassato, tutt’altro che un velocista e con quell’amore per la palla fra i piedi che fatico a vedere con un grande futuro in un calcio europeo fatto di uno, due tocchi e rapidissimi. Potrei sbagliarmi, anzi, è quasi sicuro che sarà così, del resto quanti cosiddetti “colpi” ha sbagliato negli ultimi anni il Direttore Tecnico del Milan, Geoffrey Moncada? Retorica, dolce retorica…
La difesa si è consolidata sull’ex Genoa Kone De Winter, l’inglese Fikayo Tomori e il serbo Strahinja Pavlović. Alle loro spalle, si piazza un attento francese Mike Maignan. Il quarto difensore e centrocampista aggiunto, è il “solito”, inappuntabile, Davide Bartesaghi, tanto bistrattato per esser stato travolto da Troilo nel gol partita del confronto precedente contro il Parma. A destra, invece, agisce da terza punta o centrocampista e difensore aggiunto il belga Alexis Saelemaekers. Al centro dell’attacco, il portoghese Rafael Leão. Alla sua sinistra agisce l’americano Christian Pulisic. Al netto di mastodontici gol mangiati dal portoghese e da Capitan America, i rossoneri arrivano all’ultimo minuto prima di poter depositare nel sacco la prima palla. La seconda è stata ordinaria amministrazione e, con il massimo rispetto, lo avrebbe segnato persino mia moglie. Due reti a zero. Partita conclusa. Tutti a casa a pensare agli avversari nella camminata verso la qualificazione alla prossima Champions League. Manca tuttavia un capitolo a questa storia. L’ennesimo…
Anche in questo confronto l’AIA ha dato il suo importante contributo. L’arbitro Massa, hai detto, ha sbagliato tutto quello che era possibile sbagliare… contro il Milan. Non ho idea di che cosa abbiano detto i nostri validi Dirigenti nella telefonata alla Associazione Italiana Arbitri ma devono aver trovato le stesse parole diplomatiche utilizzate da The Donald con l’Iran per scongiurare l’inizio di un conflitto mondiale. Da quella benedetta comunicazione ufficiale, comunicata anche a mezzo stampa, l’AIA ha cominciato ad arrampicarsi sui vetri come un puliscivetri munito di ventose all’ultimo degli 829 metri del Burj Khalifa a Dubai. Sarà per i missili iraniani che hanno colpito obiettivi militari lì vicino ma nonostante le ventose e l’incessante lavorìo degli addetti alle pubbliche relazioni i vetri sono sembrati sporchi… molto sporchi. Come si suol dire, non c’è niente di nuovo sul fronte arbitrale. Le regole del calcio italiota sembrano piegarsi a interessi di parte come e peggio di quelle di Diritto Internazionale per scongiurare l’uso delle armi. Viviamo tempi, per così dire… difficili, in cui la ragione viene accantonata in nome dei poteri forti. «Non è meraviglia se in un tempo pazzo i pazzi pruovon bene». Non c’è da meravigliarsi se in un momento di follia i pazzi danno buona prova di sé. (Niccolò Machiavelli, Lettera a Francesco Guicciardini, 5 novembre 1526). Durerà, continuerà, finché la ragione arriverà con una ramazza e farà piazza pulita di chi ha conquistato posizioni di classifica non col merito ma con… altro. Bisogna solo attendere che ciò che è nascosto sotto il tappeto divenga così visibile che è impossibile da nascondere. In quel momento conterà moltissimo essersi piazzati con merito al secondo posto. È corretto?
Buona Vita e Buon Campionato rossonero (non americano) a tutti.