Gabriele Maletti
Gabriele Maletti, poeta e contadino originario di Cumiana, nacque l’11 Ottobre 1773 in una famiglia di umili contadini. Dotato di una intelligenza non comune tra i giovani agricoltori suoi coetanei, fu avviato agli studi classici dal parroco. Purtroppo, Maletti fu costretto ad abbandonare il Liceo di Pinerolo dopo la morte del suo mecenate e del padre. Nonostante dovesse lavorare in campagna per mantenere la propria famiglia, trovava sempre del tempo per dedicarsi alla lettura dei classici latini e per vergare con la penna versi sia in Italiano che in Latino.
A chi giungeva in visita al Castello della Costa, sostando presso la fontana le cui virtù furono decantate dallo stesso Maletti, poteva capitare di incontrare questo poeta – contadino. I più rimanevano stupiti, sentendolo citare a memoria i migliori passi tra i versi di Virgilio, Ovidio, Orazio, Tasso e Petrarca, i suoi Autori preferiti. Poteva poi capitare che Maletti, secondo il suo genio, stupisse ancor di più i suoi interlocutori improvvisando un sonetto o una ode di fronte a loro. Alcune di queste poesie furono scritte e raccolte in un unico volume, intitolato Alcune poesie di Gabriele Maletti, agricoltore cumianese, fatto pubblicare dall’autore nel 1856– all’età di 83 anni – per i tipi di Paravia. L’opera è aperta da una introduzione di Domenico Carutti. Nella suddetta raccolta si trovano poesie sugli argomenti più disparati: dalla già citata Fontana della Costa, a San Valeriano o ai gufi. Altri argomenti furono la crittogama, l’Inferno e il Paradiso, l'Immacolata Concezione, l'offerta dei Cumianesi di un grappolo d'uva d'oro alla Vergine dei Laghi di Avigliana, Napoleone III e Alessandro III di Russia, le rondini, le nozze, Carlo Alberto, Gioberti e la morte di Maria Teresa, vedova di Carlo Alberto.
Morì il 4 Maggio 1860 all’età di 87 anni.
A chi giungeva in visita al Castello della Costa, sostando presso la fontana le cui virtù furono decantate dallo stesso Maletti, poteva capitare di incontrare questo poeta – contadino. I più rimanevano stupiti, sentendolo citare a memoria i migliori passi tra i versi di Virgilio, Ovidio, Orazio, Tasso e Petrarca, i suoi Autori preferiti. Poteva poi capitare che Maletti, secondo il suo genio, stupisse ancor di più i suoi interlocutori improvvisando un sonetto o una ode di fronte a loro. Alcune di queste poesie furono scritte e raccolte in un unico volume, intitolato Alcune poesie di Gabriele Maletti, agricoltore cumianese, fatto pubblicare dall’autore nel 1856– all’età di 83 anni – per i tipi di Paravia. L’opera è aperta da una introduzione di Domenico Carutti. Nella suddetta raccolta si trovano poesie sugli argomenti più disparati: dalla già citata Fontana della Costa, a San Valeriano o ai gufi. Altri argomenti furono la crittogama, l’Inferno e il Paradiso, l'Immacolata Concezione, l'offerta dei Cumianesi di un grappolo d'uva d'oro alla Vergine dei Laghi di Avigliana, Napoleone III e Alessandro III di Russia, le rondini, le nozze, Carlo Alberto, Gioberti e la morte di Maria Teresa, vedova di Carlo Alberto.
Morì il 4 Maggio 1860 all’età di 87 anni.