Juventus – MILAN 1 – 1
La Banda dei disonesti
È la terza giornata del massimo torneo calcistico italico e nonostante l’esiguità di minuti giocati finora la quantità di scorrettezze rimaste impunite a livello arbitrale sta raggiungendo livelli che stanno a metà tra il preoccupante e il ridicolo. Preoccupante perché indicano chiaramente che il nuovo Gattopardo che amministra lo sport opera in modo che se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi. Ridicolo perché le immagini e i video nell’era dei social fanno il giro del mondo e non è simpatico mostrare ciò che succede attorno a una formazione che viene ostinatamente protetta e favorita. Non si può citare il solito mantra della sudditanza psicologica. È ora che qualcosa o qualcuno abbia il coraggio di andare controcorrente e smetterla di dar corpo alle fantasie più sfrenate. Il Campionato di Serie A italiano (e speriamo solo quello) è completamente falsato. Chi afferma il contrario mente sapendo di mentire e a queste altitudini non troverà mai spazio. Se qualcuno dei Lettori di questo come di altri articoli pensa che il Torneo sia una riedizione moderna di Alice nel Paese delle Meraviglie è bene che sappia che qui non troverà conforto per le sue visioni lisergiche. Il calcio maschio, all’inglese, è cosa ben diversa dagli interventi killer rimasti impuniti, dai due pesi e due misure nelle valutazioni arbitrali, dalle reazioni scomposte dei calciatori di una squadra (sempre la stessa) offensive e lesive dell’onorabilità del Direttore di Gara mai segnalati ai diretti interessati che anzi si sono guardati bene dal sanzionare voltandosi palesemente da un’altra parte. Nella terza giornata del Torneo è toccato al Napoli subire questa sorta di armageddon che sbrana e fa scomparire Leggi, norme e Regolamenti che dovrebbero sovrintendere il comportamento in campo degli attori di questo appassionante gioco che chiamiamo calcio. Ogni settimana è la stessa solfa. Una squadra viene portata in trionfo dalle magliette gialle e la storica battaglia d’opinione di programmi televisivi come Il processo del Lunedì sulla “moviola in campo” e il professionismo arbitrale subisce una mortificazione costante e continua. Mi auguro che da lassù, Aldo Biscardi, Maurizio Mosca, e tanti altri, non abbiano modo di vedere lo scempio che un certo VAR e i neo professionisti del fischietto combinano nella Marotta League. Come non bastasse ciò che si vede in campo e che le immagini mostrano implacabilmente si deve anche leggere o ascoltare i commenti di chi, abitando in un universo tutto suo e privo di Leggi della Fisica oltreché di Norme e Regolamenti calcistici, afferma che la formazione più viziata e “sospetta” subisce arbitraggi penalizzanti. Non so se sia peggio sapere che i Direttori di Gara italiani proteggono una Società a discapito di tutte le altre o che esistono persone non in grado di intendere né di volere che vedono una realtà modificata che manco con Pokémon GO… Tuttavia è così.
Per fortuna, esiste anche un altro Campionato. In quest’altro Torneo giocano altre formazioni con il vecchio stile e cioè cercando di vincere senza l’aiutino da casa. Juventus Milan della domenica sera del 6 settembre 2026 non è stata una partita tra formazioni uscite completamente rinnovate e rifinite dall’ultima sessione di calciomercato. Entrambe mancano di calciatori adatti al gioco che intendono praticare Spalletti, per la formazione torinese, e Amorim, per quella meneghina. Tuttavia, per tutta la durata della gara non si è mai avuto l’impressione che una di esse avrebbe finito per prevalere sull’altra. I rossoneri sono andati per primi in vantaggio con un ottimo gol del talentino Cissé che sembra avere un conto aperto con la città di Torino. I bianconeri hanno replicato nel recupero a due minuti dalla fine con quel Gatti che la Società avrebbe voluto scambiare proprio col Milan quando c’era Allegri in panchina. Il risultato, per quanto visto in campo, è stato giusto e di questi tempi rasenta un autentico miracolo sportivo. Si sa che quando non ci sono manine improprie che “aggiustano” le sentenze nel calcio tutto fila liscio come l’olio. Le tensioni sugli spalti e oltre (no, non mi riferisco alla barriera valicata da un calciatore argentino, azione rimasta incredibilmente impunita in quanto la sua formazione di appartenenza sembrerebbe alla prova dei fatti una sorta di yellow pass per avere la sicurezza di trovarsi in un ambiente protetto… dagli arbitri) si provocano solo se si ha la volontà di provocarle.
Le due squadre che si sono affrontate allo Stadium hanno dato uno spettacolo relativo, cercando di giocare a calcio e nascondendo i propri difetti. Il Milan ha evidenziato i soliti problemi. Non ha una difesa e un centrocampo in grado di assorbire i contrattacchi degli avversari quando il pressing alto non da frutti. La sua unica punta, poi, dimostra di essere un valido sostituto di Giroud, meno abile nel fare a sportellate contro gli avversari ma certamente più tecnico nei triangoli offensivi. I rossoneri hanno patito i contropiedi bianconeri ma tutto sommato hanno concesso quasi solamente tiri da lontano e mai una chiara e nitida azione da gol dentro l’area piccola o all’altezza del dischetto del rigore. In questo caso, il possesso palla è stato più uno svantaggio che un pregio. Per la Juventus il discorso è stato pressoché analogo. I difetti mostrati dall’undici bianconero sono speculari a quelli degli avversari. Delle quattro segnature juventine nessuna appartiene a una punta mentre per i rossoneri al momento la mezzala Cissé (che è costato quasi nulla) ha siglato il doppio dei gol di Ramos (il re del mercato con oltre 70 milioni spesi). Per ora va così. Domani si vedrà.
La sola grande attrattiva e curiosità di questo ennesimo campionato falsato e deciso a tavolino è: che cosa s’inventeranno la prossima volta i nostri eroi con la casacca gialla per spingere in alto la formazione non iscrivibile al Campionato ma protetta da diverse Istituzioni, sportive e non?
So che penserete che sto usando l’ironia ma vi giuro che questo è l’unico amletico dubbio che ho prima di ogni nuova partita del fantastico Torneo che solo noi italiani abbiamo il coraggio e l’incoscienza di chiamare “sportivo”, “di calcio”.
Lunga e Buona Vita e Buon Campionato Rossonero (e onesto) a tutti.
Per fortuna, esiste anche un altro Campionato. In quest’altro Torneo giocano altre formazioni con il vecchio stile e cioè cercando di vincere senza l’aiutino da casa. Juventus Milan della domenica sera del 6 settembre 2026 non è stata una partita tra formazioni uscite completamente rinnovate e rifinite dall’ultima sessione di calciomercato. Entrambe mancano di calciatori adatti al gioco che intendono praticare Spalletti, per la formazione torinese, e Amorim, per quella meneghina. Tuttavia, per tutta la durata della gara non si è mai avuto l’impressione che una di esse avrebbe finito per prevalere sull’altra. I rossoneri sono andati per primi in vantaggio con un ottimo gol del talentino Cissé che sembra avere un conto aperto con la città di Torino. I bianconeri hanno replicato nel recupero a due minuti dalla fine con quel Gatti che la Società avrebbe voluto scambiare proprio col Milan quando c’era Allegri in panchina. Il risultato, per quanto visto in campo, è stato giusto e di questi tempi rasenta un autentico miracolo sportivo. Si sa che quando non ci sono manine improprie che “aggiustano” le sentenze nel calcio tutto fila liscio come l’olio. Le tensioni sugli spalti e oltre (no, non mi riferisco alla barriera valicata da un calciatore argentino, azione rimasta incredibilmente impunita in quanto la sua formazione di appartenenza sembrerebbe alla prova dei fatti una sorta di yellow pass per avere la sicurezza di trovarsi in un ambiente protetto… dagli arbitri) si provocano solo se si ha la volontà di provocarle.
Le due squadre che si sono affrontate allo Stadium hanno dato uno spettacolo relativo, cercando di giocare a calcio e nascondendo i propri difetti. Il Milan ha evidenziato i soliti problemi. Non ha una difesa e un centrocampo in grado di assorbire i contrattacchi degli avversari quando il pressing alto non da frutti. La sua unica punta, poi, dimostra di essere un valido sostituto di Giroud, meno abile nel fare a sportellate contro gli avversari ma certamente più tecnico nei triangoli offensivi. I rossoneri hanno patito i contropiedi bianconeri ma tutto sommato hanno concesso quasi solamente tiri da lontano e mai una chiara e nitida azione da gol dentro l’area piccola o all’altezza del dischetto del rigore. In questo caso, il possesso palla è stato più uno svantaggio che un pregio. Per la Juventus il discorso è stato pressoché analogo. I difetti mostrati dall’undici bianconero sono speculari a quelli degli avversari. Delle quattro segnature juventine nessuna appartiene a una punta mentre per i rossoneri al momento la mezzala Cissé (che è costato quasi nulla) ha siglato il doppio dei gol di Ramos (il re del mercato con oltre 70 milioni spesi). Per ora va così. Domani si vedrà.
La sola grande attrattiva e curiosità di questo ennesimo campionato falsato e deciso a tavolino è: che cosa s’inventeranno la prossima volta i nostri eroi con la casacca gialla per spingere in alto la formazione non iscrivibile al Campionato ma protetta da diverse Istituzioni, sportive e non?
So che penserete che sto usando l’ironia ma vi giuro che questo è l’unico amletico dubbio che ho prima di ogni nuova partita del fantastico Torneo che solo noi italiani abbiamo il coraggio e l’incoscienza di chiamare “sportivo”, “di calcio”.
Lunga e Buona Vita e Buon Campionato Rossonero (e onesto) a tutti.