La Marchesa Colombi
“Marchesa Colombi” era lo pseudonimo di Maria Antonietta Torriani, donna di cultura e giornalista che visse a Cumiana nell’ultimo ventennio della sua vita. Nacque a Novara il 1° gennaio 1840; il padre era un orologiaio, mentre la madre era una maestra elementare. Dopo la morte del marito, quest'ultima si risposò con Martino Moschini; da questo secondo matrimonio, nel 1847, nacque Tomaso Giuseppe Moschini, il futuro proprietario della villa a Cumiana dove la Marchesa Colombi passerà gli ultimi anni della sua vita. Nel 1865, a venticinque anni, lasciò la famiglia; ottenuto il diploma di maestra elementare, si dedicò alla pittura e alla scrittura. Alcuni suoi articoli furono pubblicati su delle riviste, come ad esempio il Giornale delle Donne. Nel 1868 si trasferì a Milano per poter continuare a dedicarsi alla scrittura; per vivere lavorò come istitutrice: nel mentre, tuttavia, inviò i suoi scritti alla rivista denominata l’Illustrazione Universale. Il suo direttore era Eugenio Torelli Viollier, spirito libero e inquieto, nonché ex garibaldino; incontrata Torriani, che si era recata alla redazione del periodico per offrire la propria collaborazione, se ne innamorò, da lei ricambiato. Questa poté quindi scrivere racconti, poesie, articoli di argomento Letterario e di costume per il giornale. La scrittura le permise di raggiungere l’agognata indipendenza economica. Inoltre, la collaborazione con l’Illustrazione Universale le permise di entrare negli ambienti più progressisti della società milanese, dove conobbe Anna Maria Mozzoni, attivista per i diritti delle donne. Le due fondarono insieme una rivista e un liceo per ragazze; percorsero inoltre l’Italia per promuovere l’educazione femminile nella penisola. Nel 1871 Torriani scrisse il saggio Della Letteratura nell'educazione femminile, in cui sostenne l'importanza della Cultura e della lettura nel percorso di formazione della donna.
Nel 1875 Torriani e Torelli convolarono a nozze. L’anno seguente i due fondarono il Corriere della Sera. Lei divenne la prima firma femminile del giornale; fu proprio in quel periodo che iniziò a firmarsi con lo pseudonimo di “Marchesa Colombi”: il nome proviene dal personaggio della commedia di Paolo Ferrari La satira e Parini, dove questa è “un tipo fra la civetteria, l’eleganza e la maldicenza, tutto condito di brio e grazia squisita”. Non desiderava quindi farsi passare per aristocratica bensì risvegliare nelle donne la consapevolezza di sé e scardinare le consuetudini della sua epoca; ciò utilizzando nei suoi scritti una certa ironia di stampo “pariniano”.
Arrivò a pubblicare in volume oltre quaranta opere tra romanzi, raccolte di racconti, favole per bambini; tra questi si possono citare In risaia. Racconto di Natale (pubblicato nel 1877), Serate d’inverno (pubblicato nel 1879), I bambini per bene a casa e a scuola (nel 1884), I ragazzi d’una volta e i ragazzi di adesso (nel 1888), Cara Speranza (sempre nel 1888), Le gioie degli altri (nel 1900). Tra i suoi maggiori successi, si possono inoltre citare il galateo La gente per bene. Leggi di convenienza sociale (che raggiunse ben ventisette edizioni tra 1877 e 1901) e i romanzi Il tramonto di un ideale (del 1882) e Un matrimonio in provincia (del 1885).
Nei romanzi più significativi della Torriani vengono delineate le figure di quattro donne, le quali provengono da contesti e classi sociali differenti: due popolane, una giovane piccolo – borghese di provincia e una nobildonna proveniente dall’aristocrazia provinciale. Le sue opere, pur considerate dai critici a lei contemporanei, finirono per essere dimenticate. Fu però riscoperta nel Secondo Dopoguerra da Italo Calvino e Natalia Ginzburg, i quali nel 1973 curarono una riedizione di Un matrimonio in provincia nella collana Centopagine della Einaudi. Al momento, è possibile scaricare gratuitamente alcune opere della Torriani dalla pagina “Marchesa Colombi” sul sito liberliber.it, il portale internet del Progetto Manuzio.
Nel 1900 lasciò Milano e si trasferì in provincia di Torino, a Cumiana, dove visse i suoi ultimi vent'anni. Morì a Milano nel 1920; venne sepolta nel cimitero del paese, dove si trova ancora oggi la sua tomba: semplice, bianca, con un grande bassorilievo e il suo nome, ormai quasi illeggibile.
Nel 1875 Torriani e Torelli convolarono a nozze. L’anno seguente i due fondarono il Corriere della Sera. Lei divenne la prima firma femminile del giornale; fu proprio in quel periodo che iniziò a firmarsi con lo pseudonimo di “Marchesa Colombi”: il nome proviene dal personaggio della commedia di Paolo Ferrari La satira e Parini, dove questa è “un tipo fra la civetteria, l’eleganza e la maldicenza, tutto condito di brio e grazia squisita”. Non desiderava quindi farsi passare per aristocratica bensì risvegliare nelle donne la consapevolezza di sé e scardinare le consuetudini della sua epoca; ciò utilizzando nei suoi scritti una certa ironia di stampo “pariniano”.
Arrivò a pubblicare in volume oltre quaranta opere tra romanzi, raccolte di racconti, favole per bambini; tra questi si possono citare In risaia. Racconto di Natale (pubblicato nel 1877), Serate d’inverno (pubblicato nel 1879), I bambini per bene a casa e a scuola (nel 1884), I ragazzi d’una volta e i ragazzi di adesso (nel 1888), Cara Speranza (sempre nel 1888), Le gioie degli altri (nel 1900). Tra i suoi maggiori successi, si possono inoltre citare il galateo La gente per bene. Leggi di convenienza sociale (che raggiunse ben ventisette edizioni tra 1877 e 1901) e i romanzi Il tramonto di un ideale (del 1882) e Un matrimonio in provincia (del 1885).
Nei romanzi più significativi della Torriani vengono delineate le figure di quattro donne, le quali provengono da contesti e classi sociali differenti: due popolane, una giovane piccolo – borghese di provincia e una nobildonna proveniente dall’aristocrazia provinciale. Le sue opere, pur considerate dai critici a lei contemporanei, finirono per essere dimenticate. Fu però riscoperta nel Secondo Dopoguerra da Italo Calvino e Natalia Ginzburg, i quali nel 1973 curarono una riedizione di Un matrimonio in provincia nella collana Centopagine della Einaudi. Al momento, è possibile scaricare gratuitamente alcune opere della Torriani dalla pagina “Marchesa Colombi” sul sito liberliber.it, il portale internet del Progetto Manuzio.
Nel 1900 lasciò Milano e si trasferì in provincia di Torino, a Cumiana, dove visse i suoi ultimi vent'anni. Morì a Milano nel 1920; venne sepolta nel cimitero del paese, dove si trova ancora oggi la sua tomba: semplice, bianca, con un grande bassorilievo e il suo nome, ormai quasi illeggibile.