Le piantaggini
Le erbe “che sa(nno) di fungo”.
Durante il periodo estivo è possibile raccogliere i semi edibili di diverse piante selvatiche; tra queste, spiccano le tre specie di piantaggine: la Plantago major, la P. lanceolata e la meno diffusa P. media. Questo articolo verterà sulle prime due specie, in quanto non conosco la terza.
La Plantago major, conosciuta in Italiano come “piantaggine maggiore”, è caratterizzata da foglie rotonde picciolate con margine semplice; caratteristiche più evidenti, tipiche di tutto il genere Plantago, sono però le molto evidenti nervature parallele. Nel periodo estivo, dalla sua rosetta di foglie basali si sviluppa un fusto fruttifero che porta i fiori, i quali sono raccolti in una spiga. In Piemontese questa pianta si chiama “Piantaij”.
La Plantago lanceolata, indicata in Italiano come “piantaggine” o “lingua di cane”, ha foglie oblunghe, lanceolate, prive di picciolo; come quella sopra, le nervature sono parallele, molto evidenti come nella P. major. Dalla tarda primavera all’estate sviluppa dei lunghi fusti, sulla cui cima si trova una corta spiga cilindrica, di colore marrone. In Piemontese è detta “órije d’asu”, ovvero “orecchie di asino” per via della forma delle foglie, le quali ricordano i padiglioni auricolari di un asino.
Di entrambe le specie è possibile consumare le foglie che, cotte, possono essere utilizzate in cucina al posto degli spinaci. Cotte, le foglie sviluppano un certo aroma di fungo. I semi di entrambe le specie sono edibili: tostati e macinati, possono essere aggiunti agli impasti o come ingrediente del porridge. I semi della P. lanceolata possono già essere raccolti dalla tarda primavera, mentre quelli della P. major si raccolgono dal mese di luglio fino alla primavera successiva.
Le foglie hanno anche un utilizzo terapeutico ma non mi sento di dare informazioni di natura medica senza le dovute conoscenze. Per questo motivo, rimando alle informazioni contenute nei due siti di cui sotto.
Una curiosità: il nome inglese di entrambe le piantaggini è “white man’s foot”, ossia “piede dell’uomo bianco. Questo perché si sono diffuse ovunque andassero i coloni europei: i semi venivano infatti trasportati – involontariamente – attaccati alle scarpe o nascosti nei risvolti dei pantaloni.
Per ulteriori informazioni su queste piante, si consiglia di consultare i seguenti siti:
https://www.boscodiogigia.it/foodforest/piantaggine-lanceolata-erba
https://practicalselfreliance.com/plantain-herb/
La Plantago major, conosciuta in Italiano come “piantaggine maggiore”, è caratterizzata da foglie rotonde picciolate con margine semplice; caratteristiche più evidenti, tipiche di tutto il genere Plantago, sono però le molto evidenti nervature parallele. Nel periodo estivo, dalla sua rosetta di foglie basali si sviluppa un fusto fruttifero che porta i fiori, i quali sono raccolti in una spiga. In Piemontese questa pianta si chiama “Piantaij”.
La Plantago lanceolata, indicata in Italiano come “piantaggine” o “lingua di cane”, ha foglie oblunghe, lanceolate, prive di picciolo; come quella sopra, le nervature sono parallele, molto evidenti come nella P. major. Dalla tarda primavera all’estate sviluppa dei lunghi fusti, sulla cui cima si trova una corta spiga cilindrica, di colore marrone. In Piemontese è detta “órije d’asu”, ovvero “orecchie di asino” per via della forma delle foglie, le quali ricordano i padiglioni auricolari di un asino.
Di entrambe le specie è possibile consumare le foglie che, cotte, possono essere utilizzate in cucina al posto degli spinaci. Cotte, le foglie sviluppano un certo aroma di fungo. I semi di entrambe le specie sono edibili: tostati e macinati, possono essere aggiunti agli impasti o come ingrediente del porridge. I semi della P. lanceolata possono già essere raccolti dalla tarda primavera, mentre quelli della P. major si raccolgono dal mese di luglio fino alla primavera successiva.
Le foglie hanno anche un utilizzo terapeutico ma non mi sento di dare informazioni di natura medica senza le dovute conoscenze. Per questo motivo, rimando alle informazioni contenute nei due siti di cui sotto.
Una curiosità: il nome inglese di entrambe le piantaggini è “white man’s foot”, ossia “piede dell’uomo bianco. Questo perché si sono diffuse ovunque andassero i coloni europei: i semi venivano infatti trasportati – involontariamente – attaccati alle scarpe o nascosti nei risvolti dei pantaloni.
Per ulteriori informazioni su queste piante, si consiglia di consultare i seguenti siti:
https://www.boscodiogigia.it/foodforest/piantaggine-lanceolata-erba
https://practicalselfreliance.com/plantain-herb/