Nkunku...rruccucù paloma
MILAN – Verona 3 – 0
La domenica che non ti aspetti. Il centravanti più improponibile dopo aver visto giocare in rossonero Luther Blissett (chi ha una certa età, purtroppo, può rammaricarsene). La doppietta che vede protagonista una classica seconda punta (o prima punta di movimento). Insomma, come i lettori avranno già capito, questo articolo è dedicato a Christopher Alan Nkunku. Il gioco di parole facile facile del titolo porta a rammentare uno dei più grandi classici della musica leggera italiana. L’album che ospitava Cuccuruccucù paloma era La voce del padrone, mentre l’artista che firmava questo capolavoro artistico e commerciale (fu il primo disco italiano a vendere più di un milione di copie) è stato l’indimenticabile Franco Battiato, mancato a maggio 2021. Dunque, lungi da me l’idea di suggerire un nuovo coro alla tifoseria rossonera ma la domenica 28 dicembre 2025 è stata quella che si può tranquillamente chiamare: Nkunkurruccucù paloma. Il timido oggetto misterioso del calciomercato dell’agosto 2025, costato la bellezza di 42 cucuzze dal Chelsea, sembra essere esploso o, meglio, levato la nebbia che circondava i suoi passi in quel di San Siro. Innanzitutto occorre fare un importante distinguo. Nel football americano, la batteria dei running back si divide in due parti. Il fullback, più piccolo e tozzo, forte muscolarmente e in grado di conquistare le yarde più difficili, in mezzo al traffico della linea di difesa. L’halfback, è il suo esatto contrario. Agile e veloce, il suo compito è quello di sconcertare la difesa e di girarle attorno. Nel calcio, pur non esistendo un ruolo uguale, possiamo ipoteticamente affermare che nel novero dei centravanti ne esistono di due tipi, casualmente con le stesse differenze descritte per halfback e fullback. C’è il centravanti che fa la classica boa e attorno al quale operano le sguscianti ali (Olivier Giroud, per intenderci) e quello di movimento, agile, veloce, capace di macinare chilometri per attirare fuori dall’area i difensori e scombinare l’assetto difensivo degli avversari (Alvaro Morata, peccato…).
Christopher Alan Nkunku è, innegabilmente, un centravanti di movimento, una seconda punta di movimento, un atleta abituato a muoversi tra le linee e non posizionarsi come un pivot al centro dell’area avversaria. Purtroppo, è proprio questo il ruolo che il Milan di Allegri ha vacante. Gli incursori d’area che dovrebbero punzecchiare le difese avversarie schierate sono un certo Christian Pulisic (Puli-sic et simpliciter) e Rafael Leão (erga lea-omnes). Chi manca al Conte Max (Allegri) è proprio un frangiflutti, uno scardinatore di porte, insomma, un Fullkrug giovane e sano (e non quella sua controfigura che forse è arrivata a Milanello). Il francese resterà o verrà parcheggiato in Turchia? Chissà, in ogni caso egli dovrà fare un monumento al livornese. Sono pochi gli allenatori che hanno gli attributi necessari per rischiare di mandare all’aria una vittoria preconfezionatagli da Capitan America con quel gol a fine primo tempo spedendolo sul dischetto del rigore a dare un calcio ai suoi fantasmi. Da quel momento qualcosa è scattato e il piccolo francese ha saputo girarsi verso la porta e inserirsi tra i suoi due marcatori, bruciando un placido Lorenzo Montipò (nomen omen… per una domenica “panoramica”) e segnare il terzo gol al Verona, secondo personale.
Il Milan nel complesso ha faticato a costruire gioco e ha sfruttato un calcio d’angolo per passare in vantaggio, il che è un bene. I calci da fermo sono un tallone d’Achille della intera gestione Elliott prima e RedBird-Elliott dopo. Non calciamo una punizione di prima diretta in porta con successo da tempo immemorabile. Credo che l’ultimo a farlo sia stato Alessandro Florenzi. Troppo poco. Forse sono i piedi buoni che mancano a suggerire questa tattica che nel calcio moderno è però penalizzante. Quando le difese sono schierate col pullman davanti alla porta occorre un pizzico di coraggio e tanta qualità dentro agli scarpini. Cose che costano e in Dirigenza abbiamo personaggi che non hanno né l’una tanto meno l’altra cosa. A proposito di chi rimane coerente con sé stesso e con la propria Fede rossonera devo fare un grosso e sincero applauso a Enrico Silvestrin che da serio e intelligente youtuber, attore e conduttore radiofonico, ha realizzato un video che ha saputo spiegare in modo semplice e diretto (con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale) perché il Dream Team dirigenziale, con il pieno avallo delle Proprietà spendono fraccate di soldi per acquistare calciatori inutili e costosi dal Chelsea o altri confratelli e consorelle. Merita un bell’applauso. Credo che persino ChatGPT si sia turata il naso nello spiegare i voli pindarici e i salti triplo carpiati con capriole finali dei Furlans boys. Grazie, signor Silvestrin. Il suo video è stato esaustivo, anche se debbo ammettere che sapere e digerire sono due verbi differenti. Conoscere le motivazioni di gesti inconsulti e farseli rimbalzare addosso sono due cose diverse come Giorgio Aronne Furlani, dirigente d'azienda, dirigente sportivo italiano, amministratore delegato della squadra di calcio AC Milan e le promesse fatte al nostro portierone Mike Maignan.
Venerdì si giocherà ancora. C’è il Cagliari. Come direbbero i tipi della Max Bunker Press per Alan Ford: sarà una bella Palestra dell’ardimento. Spérem…
Buona Vita e Buon Campionato rossonero a tutti.
Christopher Alan Nkunku è, innegabilmente, un centravanti di movimento, una seconda punta di movimento, un atleta abituato a muoversi tra le linee e non posizionarsi come un pivot al centro dell’area avversaria. Purtroppo, è proprio questo il ruolo che il Milan di Allegri ha vacante. Gli incursori d’area che dovrebbero punzecchiare le difese avversarie schierate sono un certo Christian Pulisic (Puli-sic et simpliciter) e Rafael Leão (erga lea-omnes). Chi manca al Conte Max (Allegri) è proprio un frangiflutti, uno scardinatore di porte, insomma, un Fullkrug giovane e sano (e non quella sua controfigura che forse è arrivata a Milanello). Il francese resterà o verrà parcheggiato in Turchia? Chissà, in ogni caso egli dovrà fare un monumento al livornese. Sono pochi gli allenatori che hanno gli attributi necessari per rischiare di mandare all’aria una vittoria preconfezionatagli da Capitan America con quel gol a fine primo tempo spedendolo sul dischetto del rigore a dare un calcio ai suoi fantasmi. Da quel momento qualcosa è scattato e il piccolo francese ha saputo girarsi verso la porta e inserirsi tra i suoi due marcatori, bruciando un placido Lorenzo Montipò (nomen omen… per una domenica “panoramica”) e segnare il terzo gol al Verona, secondo personale.
Il Milan nel complesso ha faticato a costruire gioco e ha sfruttato un calcio d’angolo per passare in vantaggio, il che è un bene. I calci da fermo sono un tallone d’Achille della intera gestione Elliott prima e RedBird-Elliott dopo. Non calciamo una punizione di prima diretta in porta con successo da tempo immemorabile. Credo che l’ultimo a farlo sia stato Alessandro Florenzi. Troppo poco. Forse sono i piedi buoni che mancano a suggerire questa tattica che nel calcio moderno è però penalizzante. Quando le difese sono schierate col pullman davanti alla porta occorre un pizzico di coraggio e tanta qualità dentro agli scarpini. Cose che costano e in Dirigenza abbiamo personaggi che non hanno né l’una tanto meno l’altra cosa. A proposito di chi rimane coerente con sé stesso e con la propria Fede rossonera devo fare un grosso e sincero applauso a Enrico Silvestrin che da serio e intelligente youtuber, attore e conduttore radiofonico, ha realizzato un video che ha saputo spiegare in modo semplice e diretto (con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale) perché il Dream Team dirigenziale, con il pieno avallo delle Proprietà spendono fraccate di soldi per acquistare calciatori inutili e costosi dal Chelsea o altri confratelli e consorelle. Merita un bell’applauso. Credo che persino ChatGPT si sia turata il naso nello spiegare i voli pindarici e i salti triplo carpiati con capriole finali dei Furlans boys. Grazie, signor Silvestrin. Il suo video è stato esaustivo, anche se debbo ammettere che sapere e digerire sono due verbi differenti. Conoscere le motivazioni di gesti inconsulti e farseli rimbalzare addosso sono due cose diverse come Giorgio Aronne Furlani, dirigente d'azienda, dirigente sportivo italiano, amministratore delegato della squadra di calcio AC Milan e le promesse fatte al nostro portierone Mike Maignan.
Venerdì si giocherà ancora. C’è il Cagliari. Come direbbero i tipi della Max Bunker Press per Alan Ford: sarà una bella Palestra dell’ardimento. Spérem…
Buona Vita e Buon Campionato rossonero a tutti.