Tre cereali selvatici da raccogliere in questo periodo
In questo periodo dell’anno, che si avvia verso l’autunno, oltre alla granella del mais è possibile raccogliere i semi di tre cereali selvatici che, per l’appunto, maturano in questo periodo. Si tratta di piante annuali a ciclo primaverile – estivo che fanno parte di diverse famiglie: graminacee, poligonacee e chenopodiacee.
La prima è il romice crespo (Rumex crispus) ed altre specie del medesimo genere. Questa pianta fa parte della famiglia delle poligonacee. Dalla metà di Luglio fino alla fine di Agosto è possibile raccogliere le infiorescenze di questa pianta; queste vanno poi fatte essiccare, in modo da poterle trebbiare meglio. I semi, simili a quelli del grano saraceno, possono essere macinati interi con tutto il loro tegumento esterno, in modo da ottenere una farina integrale molto ricca di fibre. Questa può poi essere utilizzata, miscelata con farina normale o in purezza, per la preparazione di brownies, pane e cracker.
La seconda è il giavone (Echinocloa crus – galli): si tratta di una graminacea a ciclo primaverile estivo, strettamente imparentata con il miglio coda di volpe (Panicum italicum o Setaria italica). I semi, dal mese di Agosto, possono essere raccolti ed essiccati; da questi si può poi ottenere una farina che può essere impiegata in diverse preparazioni, come quella di cui sotto. In Africa, India e altre parti dell’Asia i semi vengono impiegati nelle stesse preparazioni in cui verrebbe impiegato il miglio domestico.
La terza è il farinello comune (Chenopodium album), pianta facente parte della famiglia delle chenopodiacee. Simile allo spinacio, ma più strettamente imparentata con la quinoa, i suoi semi ricchi di saponine possono essere consumati come quelli di quest’ultima; si consiglia tuttavia di cibarsene dopo una notte di ammollo e previa cottura, avendo cura di buttare via sia l’acqua di ammollo che quella di cottura. Si possono anche far germogliare e, in questo caso, si possono consumare i germogli senza il pericolo delle saponine. Infine, li si può macinare per ottenere una farina che ha gli stessi impieghi di quella di quinoa.
Per ulteriori informazioni, si rimanda alle pagine online:
https://modernfarmer.com/2021/08/wild-grains-cooking/
https://www.boscodiogigia.it/foodforest/farinello-erba-spontanea
https://wildfoodgirl.com/2014/seed-sprouting-with-quinoas-wild-kin/
https://practicalselfreliance.com/dock-seed/
La prima è il romice crespo (Rumex crispus) ed altre specie del medesimo genere. Questa pianta fa parte della famiglia delle poligonacee. Dalla metà di Luglio fino alla fine di Agosto è possibile raccogliere le infiorescenze di questa pianta; queste vanno poi fatte essiccare, in modo da poterle trebbiare meglio. I semi, simili a quelli del grano saraceno, possono essere macinati interi con tutto il loro tegumento esterno, in modo da ottenere una farina integrale molto ricca di fibre. Questa può poi essere utilizzata, miscelata con farina normale o in purezza, per la preparazione di brownies, pane e cracker.
La seconda è il giavone (Echinocloa crus – galli): si tratta di una graminacea a ciclo primaverile estivo, strettamente imparentata con il miglio coda di volpe (Panicum italicum o Setaria italica). I semi, dal mese di Agosto, possono essere raccolti ed essiccati; da questi si può poi ottenere una farina che può essere impiegata in diverse preparazioni, come quella di cui sotto. In Africa, India e altre parti dell’Asia i semi vengono impiegati nelle stesse preparazioni in cui verrebbe impiegato il miglio domestico.
La terza è il farinello comune (Chenopodium album), pianta facente parte della famiglia delle chenopodiacee. Simile allo spinacio, ma più strettamente imparentata con la quinoa, i suoi semi ricchi di saponine possono essere consumati come quelli di quest’ultima; si consiglia tuttavia di cibarsene dopo una notte di ammollo e previa cottura, avendo cura di buttare via sia l’acqua di ammollo che quella di cottura. Si possono anche far germogliare e, in questo caso, si possono consumare i germogli senza il pericolo delle saponine. Infine, li si può macinare per ottenere una farina che ha gli stessi impieghi di quella di quinoa.
Per ulteriori informazioni, si rimanda alle pagine online:
https://modernfarmer.com/2021/08/wild-grains-cooking/
https://www.boscodiogigia.it/foodforest/farinello-erba-spontanea
https://wildfoodgirl.com/2014/seed-sprouting-with-quinoas-wild-kin/
https://practicalselfreliance.com/dock-seed/