Verso la Primavera
Tempo “ed c*j an aria”
Il titolo è ispirato a una frase iconica pronunciata dalla zia di una mia conoscente: «Custí al'è el temp d'j c*j an aria» (ossia "Questo è il periodo dei sederi alzati verso il cielo"). Chi non ha visto, da fine Febbraio in avanti, delle donne e degli uomini piegati a più di novanta, intenti a tagliare e/o raccogliere le erbe selvatiche commestibili del periodo? In quel momento dell'anno, infatti, cominciano a spuntare le piante selvatiche che si possono consumare: tra queste ci sono i carletti (detti "cujet" in Piemontese), la valeriana (saraset o sarset), l'acetosa dei prati (lavassöl), i tarassachi (girasoli) e tante altre. Di tutte queste erbe si possono consumare le foglie, le radici e, in qualche caso, i semi. Ma esaminiamole più dettagliatamente:
- I carletti o stridoli (conosciuti come cujet in Piemontese) sono i germogli teneri della pianta spontanea Silene vulgaris, utilizzati in cucina per via del loro sapore simile a quello del carciofo. Si possono utilizzare crudi in insalata oppure cotti nel risotto, nelle frittate, nei ripieni dei ravioli o nel pesto.
- La valeriana (conosciuta come sarasèt, sarsèt o sarset in Piemontese), appartenente al genere Valeriana, è la prima insalata di stagione, di cui si utilizza lo stelo e le foglie prima della fioritura. Caratterizzata da un sapore delicato, si consuma cruda in insalate, tra le quali celebre è quella con uova sode, tonno e cipolline.
- L’acetosa dei prati (conosciuta in Piemontese come lavassöl), viene classificata come Rumex acetosa. Di queste piante si consumano le foglie, sia crude che cotte, utilizzate nelle insalate, nelle zuppe, nelle salse per carne e pesce o nel ripieno delle torte salate. A causa dell'alto contenuto di acido ossalico, il consumo eccessivo è sconsigliato a chi soffre di calcoli renali, artrite o disturbi gastrointestinali.
Per ulteriori informazioni su queste piante, si rimanda a due siti internet molto interessanti:
E ora, ecco ai lettori la ricetta dell’infuso di tarassaco.
Ingredienti:
Procedimento.
Portare a bollore l'acqua non salata in una pentola; tuffarvi le foglie e le radici. Far bollire per 3 - 4 minuti dalla ripresa del bollore. Lasciar riposare dai 3 ai 5 minuti. Filtrare e dolcificare con un cucchiaino di miele.
- I carletti o stridoli (conosciuti come cujet in Piemontese) sono i germogli teneri della pianta spontanea Silene vulgaris, utilizzati in cucina per via del loro sapore simile a quello del carciofo. Si possono utilizzare crudi in insalata oppure cotti nel risotto, nelle frittate, nei ripieni dei ravioli o nel pesto.
- La valeriana (conosciuta come sarasèt, sarsèt o sarset in Piemontese), appartenente al genere Valeriana, è la prima insalata di stagione, di cui si utilizza lo stelo e le foglie prima della fioritura. Caratterizzata da un sapore delicato, si consuma cruda in insalate, tra le quali celebre è quella con uova sode, tonno e cipolline.
- L’acetosa dei prati (conosciuta in Piemontese come lavassöl), viene classificata come Rumex acetosa. Di queste piante si consumano le foglie, sia crude che cotte, utilizzate nelle insalate, nelle zuppe, nelle salse per carne e pesce o nel ripieno delle torte salate. A causa dell'alto contenuto di acido ossalico, il consumo eccessivo è sconsigliato a chi soffre di calcoli renali, artrite o disturbi gastrointestinali.
Per ulteriori informazioni su queste piante, si rimanda a due siti internet molto interessanti:
- https://www.ortodacoltivare.it
- https://www.boscodiogigia.it
E ora, ecco ai lettori la ricetta dell’infuso di tarassaco.
Ingredienti:
- foglie e radici di tarassaco q.b.;
- acqua q.b.;
- un cucchiaino di miele.
Procedimento.
Portare a bollore l'acqua non salata in una pentola; tuffarvi le foglie e le radici. Far bollire per 3 - 4 minuti dalla ripresa del bollore. Lasciar riposare dai 3 ai 5 minuti. Filtrare e dolcificare con un cucchiaino di miele.